lunedì 20 aprile 2020

Scomparire nei film

Mi stavo domandando quali film conosco che abbiano come elemento centrale una scomparsa.

Me ne vengono in mente per ora cinque:

Picnic a Hanging Rock di Peter Weir (1975)

Quattro ragazze di un collegio esclusivo (siamo nell'anno 1900) scompaiono durante una Hanging Rock. Il mistero della loro scomparsa fa scatenare una serie di tensioni fra insegnante direttrice le ragazze superstiti. Una della quattro viene ritrovata in stato di choc e senza ricordi di cosa sia accaduto.
gita per San Valentino sulle rocce di
Le tensioni generate dalla sparizione riescono a mettere in crisi il collegio ed il suo modello educativo.



Apocalipse now di Francos Ford Coppola

Ben tre film di Michelangelo Antonioni



L'avventura (1960)


Durante una sosta sull'isolotto deserto di Lisca Bianca in occasione di una gita in barca alle isole Eolie, Anna scompare nel nulla. Il suo compagno, l'architetto Sandro e una delle sue amiche Claudia si mettono alla sua ricerca.
Con il passare dei giorni e la mancanza di risultati, la preoccupazione per la sorte della persona cara ad entrambi tende a svanire e prende il sopravvento la reciproca attrazione, che i due riescono a esprimere liberamente in quei luoghi così pieni di fascino 
Il mistero della sparizione di Anna rimane insoluto

Svanisce tutto: la persona e l'amore per la persona, l'interesse degli amici e l'ansia di ritrovarla.


Professione reporter(1975)
David Locke, giornalista di successo, scopre un giorno l'opportunità di ricominciare tutto da capo: rinvenuto il cadavere di un uomo che gli somiglia, inscena una finta morte e assume l'identità del defunto. Mal gliene incoglie: l'uomo era un trafficante d'armi che riforniva il movimento di ribellione a un piccolo dittatore africano.

La ragazza: Tutti i giorni sparisce qualcuno.
David Locke: Ogni volta che uno esce da una stanza.

David Robertson: Io conoscevo un uomo che era cieco. Quando arrivò all'età di 40 anni si fece fare un'operazione e riacquistò la vista.
La ragazza: E cos'ha provato?
David Locke/ David Robertson: (...) All'inizio era... felice... incantato... facce, colori, paesaggi. Ma poi tutto cominciò a cambiare. Il mondo era molto più brutto di come se l'era immaginato. Nessuno gli aveva mai detto quanto sporco fosse. Quanta miseria. Vedeva squallore dappertutto. Quando era cieco attraversava la strada da solo con un bastone. Dopo aver riacquistato la vista, lo prese la paura. Cominciò a vivere nell'oscurità. Non usciva più di casa. Dopo tre anni si tolse la vita.

L'impossibile illusione di riavvolgere il filo.


Blow up (1966)


Thomas, uno scontroso fotografo londinese di moda, sta realizzando un libro fotografico avente come soggetti persone disagiate
Thomas non è però completamente soddisfatto: ha un buon lavoro e molto tempo libero, gira per Londra con una Rolls Royce decappottabile e non ha certo problemi con le donne, "Non ne posso più di Londra questa settimana!" dice ad un amico.
È proprio cercando l'ispirazione per gli ultimi scatti da inserire nel libro che, in un parco periferico si imbatte in due amanti e scatta loro delle foto, cercando di non farsi notare e nascondendosi dietro agli alberi e ai cespugli. Ma Jane, la donna della coppia, si accorge di quanto sta accadendo e, una volta raggiunto Thomas, gli chiede insistentemente il rullino. Al suo diniego, fugge, ma nel corso della stessa giornata lei si presenta allo studio fotografico dove lei cerca a ogni costo di farsi consegnare la pellicola. Con uno stratagemma Thomas le consegna un rullino diverso da quello usato e poi, intrigato dal comportamento misterioso della donna, inizia ad indagare, sviluppando e ingrandendo (il cosiddetto Blow-Up) le fotografie. Una volta portata a termine l'operazione, Thomas si accorge di come le immagini rivelino un tentativo di assassinio, benché gli scatti non siano del tutto comprensibili.
Torna al parco dove ha scattato le foto e scopre il cadavere dell'amante della donna. Ma al suo ritorno allo studio fotografico non trova più né il negativo, né le stampe ingrandite; il materiale è stato presumibilmente rubato.
Dopo una notte di festino, tornato al parco, questa volta con la macchina fotografica per documentare quanto ha visto la notte precedente, non può che constatare che il cadavere è sparito.
Nell'epilogo si vede una partita di tennis giocata da una compagnia di mimi senza palle né racchette, e un Thomas ormai persuaso di aver immaginato tutto: segue con gli occhi la traiettoria dell'invisibile pallina mentre si sente il tipico rumore della palla percossa dalle inesistenti racchette. 


Scompare tutto: la realtà e la sua rappresentazione. Forse la vita stessa di Thomas è tutta finta e inesistente.

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