domenica 6 febbraio 2011

Ascolti del 2010



Non molti i CD che sono entrati nella mia raccolta nel 2010 e vari come sempre.

Il Pop

Homeland di Laurie Anderson
Non particolarmente originale ma sempre di grande fascino ed in edizione elegantissima.

IRM di Charlotte Gainsbourg
Con l'aiuto di Beck (uno dei pochi artisti pop da seguire di questi tempi) un disco originale ed interessante.

Nino Rota, l'amico magico di Avion Travel
Non poteva mancarmi questo omaggio davvero carino, ironico ad uno dei grandi nostri compositori. [scaricato da Internet]

Congratulations di MGMT
Dopo averli scoperti nel primo disco ecco alla seconda prova un duo simpatico e freschissimo; uno dei pochi nel panorama internazionale deprimente fatto da Dj.

Olympia di Brian Ferry
Classe sempre altissima e compagni di viaggio importanti; il ritorno di Brian Eno e copertina glamour con Kate Moss.

Tom & Joyce di Tom & Joice
Non ricordo neppure se l'ho ascoltato fino alla fine, ne che genere sia, ma la grafica della copertina col volto a rilievo è tale che non ho potuto fare a meno di comprarlo usato e metterlo ad immagine di questo post.

Altri ascolti: The Editors di cui ho scaricato tutti e tre i dischi da Internet. Interessanti anche se non nuovi.

Il Jazz

Holon di Nik Bartsch's Ronin
Jazz svizzero per etichetta ECM, affascinante ed etereo.

Song of the wind di Jimmy Giuffre
Un omaggio splendido di Musica Jazz al grande clarinettista; 78 min di puro genio.

Live at the Confucius restaurant, 1955 di Lennie Tristano Quartet
Una ristampa in doppio Cd di un disco fondamentale e straordinario.

Live at the Cafe Bohemia, 1947 di Lennie Tristano All Stars
Ristampa di un altro disco fondamentale e straordinario; peccato l'incisione un po penalizzante.

La Classica

Das Paradies un die Peri di Robert Schumann
Sinopoli e l'orchestra e coro di Dresda per un'opera che completa una raccolta schumanniana già ricca; una scoperta autentica.

venerdì 4 febbraio 2011

Ancora sugli OGM e lo spreco di denaro pubblico

Leggo su www.salmone.org

Martedì 25 gennaio il Sottosegretario Gianni Letta ha tenuto a battesimo, a Ladispoli, il progetto GenEticaMente denominato di “ricerca partecipata”, fungendo da più alto punto di riferimento per un accordo tra 7 ministeri (Università e Ricerca, Agricoltura, Economia, Ambiente, Beni culturali, Sviluppo economico, Affari Esteri e Politiche Comunitarie) e una fondazione privata diretta dal dottore in filosofia Mario Capanna. Partecipanti attivi all’incontro erano il Governatore della Puglia Vendola ed il presidente di COOP Tassinari.
Il progetto risulterebbe finanziato con 20 milioni di euro per i prossimi quattro anni, e si propone di utilizzare una serie di piattaforme genetiche intese a realizzare il miglioramento delle piante di interesse agricolo senza ricorrere agli OGM, secondo la “nuova” tecnologia MAS che è tutt’altro che nuova tanto che numerosi gruppi di veri scienziati italiani usano queste tecnologie da trent’anni. La brochure diffusa dalla Fondazione non consente di capire quale sia il razionale scientifico del progetto, mentre è molto chiaro che l’idea di un controllo “democratico” sulla ricerca (di fatto politico e realizzato attraverso una fondazione privata) rappresenta quanto di più antitetico si possa immaginare rispetto ai principi e ai valori delle moderne liberaldemocrazie. I disastri umani ed economici prodotti nello scorso secolo da Lysenko e dall’eugenetica derivavano da interferenze della politica che soggiogavano singoli ricercatori a scopi ideologici. La comunità scientifica deve vigilare affinche non possano mai più riemergere da un buio passato.
Verosimilmente la stessa partecipazione di enti pubblici e istituzioni democratiche al progetto va anche contro l’articolo 33 della Costituzione.
La comunità scientifica italiana giudica imbarazzante e umiliante che in un momento di carenza di fondi per la ricerca, endemica nel nostro Paese ma oggi aggravata dalla crisi economica, industriale ed occupazionale, si siano trovati 20 milioni di euro per un progetto che prescinde da qualunque parametro di meritocrazia e da qualunque standard internazionale di valutazione della ricerca.