giovedì 26 marzo 2020

Sebald come Ghirri?

Direi proprio di si, almeno per me, conoscendo ed apprezzando entrambi.
Non credo si siano mai conosciuti, forse Sebald aveva sentito parlare di Ghirri o anche viceversa, ma le consonanze ci sono e a mio avviso hanno un senso.

Entrambi fissano, uno con la scrittura, l'altro con le immagini, brandelli di memoria e storie.
Ma soprattutto entrambi, pur usando mezzi diversi, riescono a dare rilievo a particolari, vite, oggetti, luoghi che a un occhio distratto apparirebbero marginali o comunque non degni di particolare attnzione.

Questo ha come conseguenza che leggendo le opere di Sebald o guardando le foto di Ghirri, la percezione delle cose cambia.

W.G. Sebald
Allora si scopre con Sebald, che qualsiasi bradello di ricordo, foto, scritto, appunto o vaga sensazione di pezzi della tua vita o di altri può assumere un senso e raccontarti una storia; magari la tua che non avevi mai approfondito.



La poetica fotografica di Girri cambia invece totalmente la prospettiva con cui si riesce ad osservare la realtà della cose intorno; di colpo, angoli, case, oggetti, paesaggi che apparivano banali, risaltano di una luce particolare, perchè anch'essi nella loro semplicità e "banalità" ti raccontano una storia di se stessi o del proprio contesto.
Luigi Ghirri

Insomma, due artisti che riescono a cambiare completamente la tua prospettiva ed il tuo approccio sulle cose e sul mondo che ci circonda.



Su Sebald: Il fantasma della memoria di Lynne Sharon Schwartz (Treccani, 2019)

Su Ghirri: Lezioni di fotografia di Luigi Ghirri

martedì 17 marzo 2020

Letture 2015-2019 (2017)

2017

27 libri letti, uno in meno dell'anno precedente ma vediamo almeno se n'è valsa la pena.

Animali, musica e Mari; la sintesi è questa.

Libri sugli animali, dopo la lettura del Bestiario di Dino Buzzati, alcuni libri vecchiotti come quello di Guglielmo Bonuzzi L'animale questo sconosciuto e qualche libro sui gatti in prosa e poesia.



La musica ha trovato in Luigi Manconi, La musica è leggera e in Marco Calloni, Before and after Eno due validissime letture. La seconda anche compagna ospedaliera tra settembre e ottobre.

Ben sette i titoli di Michele Mari: Cento poesie d'amore a Ladyhawke, Di bestia in bestia, Euridice aveva un cane, Filologia dell'anfibio, Io venía pien d'angoscia a rimirarti, Leggenda privata, Verderame. 



Libro dell'anno senza dubbio: Leggenda privata di Michele Mari. Un racconto spietatamente autobiografico ironico e anche doloroso.

lunedì 16 marzo 2020

Letture 2015-2019 (2016)

2016

Ed eccoci al 2016 con "soli" 28 libri letti (pochini).

Sarà un resoconto più breve del solito ma con qualcosina da ricordare comunque.

Ancora libriccini di racconti del Sole 24, direi quasi tutti da dimenticare tranne uno: Uragani di Roberto Gualino, industriale e scrittore che in questo breve romanzo descrive la crisi del '29 con il tracollo dell'economia che generò. Su Gualino si è ridestato interesse di recente con una importante biografia.

Ma vediamo le letture:
- ancora libri di e su Federico Fellini: Imago:appunti di un visionario, Segni di cinema: 50 disegni 1954-1993, Fellini 8 e mezzo di Paolo Grassini




- ancora libri di Michele Mari:Roderick Duddle (romanzo dickensiano) e Tu,sanguinosa infanzia, raccolta di racconti autobiografici pieni di ironia e riflessioni molto serie.



- ben due libri sul grandissimo Robert Wyatt, uno dei miei musicisti preferiti: Different every time (biografico) di Marcus O'Dair e La filosofia di RW di Leonardo Vittorio Arena




-  da citare Works di Vitaliano Trevisan a mio parere uno scrittore tra i più interessanti attualmente, ma non solo, anche attore (protagonista di Primo amore, film di Matteo Garrone),





Ma il libro dell'anno è senza alcun dubbio Stoner di John Williams, storia di un uomo che soccombe nella propria irrimediabile mediocrità, una scrittura piana e dirompente allo stesso tempo.

 


"Spietatamente, vide la sua vita come doveva apparire agli occhi di un altro. Ponderatamente, con calma, realizzò che doveva sembrare un vero fallimento.
Aveva voluto l'amicizia, e quell'intimità legata all'amicizia che potesse renderlo degno del genere umano. Aveva avuto due amici, e uno dei due era morto insensatamente prima che potesse conoscerlo, mentre l'altro si era ormai ritratto a tal punto tra i vivi, che ...
Aveva voluto l'unicità e la quieta indissolubilità del matrimonio. Aveva avuto anche quella e non aveva saputo che farsene, tanto che si era spenta.
Aveva voluto l'amore e ci aveva rinunciato, abbandonandolo al caos delle possibilità. Katherine, pensò. «Katherine».
Aveva voluto essere un insegnante e lo era diventato. Eppure sapeva, lo aveva sempre saputo, che per buona parte della sua vita era stato un insegnante mediocre.
Aveva sognato di mantenere una specie d'integrità, una sorta di purezza incontaminata; aveva trovato il compromesso e la forza dirompente della superficialità.
Aveva concepito la saggezza e al termine di quei lunghi anni aveva trovato l'ignoranza.
E che altro?, pensò. Che altro? Cosa ti aspettavi?, si domandò."



domenica 15 marzo 2020

Letture 2015-2019 (2015)

Secondo Anobii in tutti gli scorsi 5 anni mi sono letto diversi libri per un consistente numero di pagine. Vediamo un po' le statistiche:

Anno 2015 : 51 libri / Anno 2016 : 28 libri / Anno 2017 : 27 libri / Anno 2018 : 29 libri /
Anno 2019 : 19 libri

Insomma l'anno scorso una debacle considerevole, dovuta a mio avviso al fatto che vedo un gran numero di serie Tv su Netflix e Prime Video e questo porta via tempo alle ore della lettura. Peccato. Cercherò di riprendermi, visto che ora il tempo del lavoro è scomparso.

Ma di tutti questi 154 libri quali sono quelli che mi hanno intrigato di più?
Vediamo

2015
Il gran numero di libri non deve trarre in inganno. In realtà si tratta in massima parte di volumetti della collana Racconti d'autore del Sole 24 ore (70 pag. di media) che ho acquistato costantemente. Molti di essi sono passati nel dimenticatoio ed anche fisicamente sono stati trasferiti in un remoto scaffaletto montano; prossima destinazione dono alla locale biblioteca comunale.
Tra gli autori "dimenticati":  Camilleri, Carofiglio, De Cataldo, Lansdale e tanti altri che non ricordo davvero.
Almeno uno però devo menzionarlo Il commissario Pepe di Ugo Facco De Lagarda, perchè non solo mi è piaciuto assai ma mi ha fatto riscoprire un vecchio film omonimo con uno straordinario Ugo Tognazzi, rivisto in streaming.

Il 2015 è stato anche l'anno in cui mi sono letto tutta la misteriosa Elena Ferrante (in prestito dalla biblioteca per fortuna), lettura piacevolmente veloce dopo la quale mi sono domandato se si trattasse davvero di letteratura.
Come dire che mi è scivolata addosso senza lasciar tracce.

Il Regno

Diverso invece l'impatto di alcune opere di Emanuel Carrere di cui ho letto bene quattro libri il più impressionante dei quali certamente L'avversario e il più impegnativo Il Regno. Libri totalmente diversi ma che lasciano il segno.




Bouvard e Pécuchet

Poi Gustave Flaubert con due capolavori assoluti: L'educazione sentimentale e Bouvard e Pécuchet oltre a Tre racconti. Credo che il romanzo incompiuto dei due scrivani che tentano in modo dilettantesco di impegnarsi in qualunque disciplina, dall'agricoltura alla medicina, fallendo miseramente ogni volta, dovrebbe essere letto nelle scuole anche solo per riflettere sugli effetti di mediocrità e dincompetenza che affliggono il nostro tempo.
Rosso Floyd




Infine, l'incontro con Michele Mari che, mi permetto di dire, considero veramente uno dei grandi scrittori italiani del nostro tempo: Fantasmagonia, Tutto il ferro della torre Eifel, Rosso Floyd, Asterusher. Libri formidabili per fantasia, ironia e stili diversi. Un incontro destinato a continuare negli anni successivi come si vedrà.



E in mezzo altre cose e cosette notevoli che cito di corsa: un "instant book" di Claudio Giunta dedicato a Renzi Essererenzi, il Piccolo viaggio nell'anima tedesca di Vanna Vannuccini, Curator dell'amico Francesco Bonami, e, non poteva mancare, gli ennesimi libri su Federico Fellini Gli anni della Dolce vita e Lo sciamano di famiglia di Vincenzo Magrelli.

E qui mi fermo!