Secondo
Anobii in tutti gli scorsi 5 anni mi sono letto diversi libri per un consistente numero di pagine. Vediamo un po' le statistiche:
Anno 2015 :
51 libri / Anno 2016 :
28 libri / Anno 2017 :
27 libri / Anno 2018 :
29 libri /
Anno 2019 :
19 libri
Insomma l'anno scorso una debacle considerevole, dovuta a mio avviso al fatto che vedo un gran numero di serie Tv su Netflix e Prime Video e questo porta via tempo alle ore della lettura. Peccato. Cercherò di riprendermi, visto che ora il tempo del lavoro è scomparso.
Ma di tutti questi 154 libri quali sono quelli che mi hanno intrigato di più?
Vediamo
2015
Il gran numero di libri non deve trarre in inganno. In realtà si tratta in massima parte di volumetti della collana
Racconti d'autore del Sole 24 ore (70 pag. di media) che ho acquistato costantemente. Molti di essi sono passati nel dimenticatoio ed anche fisicamente sono stati trasferiti in un remoto scaffaletto montano; prossima destinazione dono alla locale biblioteca comunale.
Tra gli autori "dimenticati": Camilleri, Carofiglio, De Cataldo, Lansdale e tanti altri che non ricordo davvero.
Almeno uno però devo menzionarlo
Il commissario Pepe di
Ugo Facco De Lagarda, perchè non solo mi è piaciuto assai ma mi ha fatto riscoprire un vecchio film omonimo con uno straordinario Ugo Tognazzi, rivisto in streaming.
Il 2015 è stato anche l'anno in cui mi sono letto tutta la misteriosa
Elena Ferrante (in prestito dalla biblioteca per fortuna), lettura piacevolmente veloce dopo la quale mi sono domandato se si trattasse davvero di letteratura.
Come dire che mi è scivolata addosso senza lasciar tracce.
Diverso invece l'impatto di alcune opere di
Emanuel Carrere di cui ho letto bene quattro libri il più impressionante dei quali certamente
L'avversario e il più impegnativo
Il Regno. Libri totalmente diversi ma che lasciano il segno.
Poi
Gustave Flaubert con due capolavori assoluti:
L'educazione sentimentale e
Bouvard e Pécuchet oltre a
Tre racconti. Credo che il romanzo incompiuto dei due scrivani che tentano in modo dilettantesco di impegnarsi in qualunque disciplina, dall'agricoltura alla medicina, fallendo miseramente ogni volta, dovrebbe essere letto nelle scuole anche solo per riflettere sugli effetti di mediocrità e dincompetenza che affliggono il nostro tempo.
Infine, l'incontro con
Michele Mari che, mi permetto di dire, considero veramente uno dei grandi scrittori italiani del nostro tempo:
Fantasmagonia, Tutto il ferro della torre Eifel, Rosso Floyd, Asterusher. Libri formidabili per fantasia, ironia e stili diversi. Un incontro destinato a continuare negli anni successivi come si vedrà.
E in mezzo altre cose e cosette notevoli che cito di corsa: un "instant book" di
Claudio Giunta dedicato a Renzi
Essererenzi, il
Piccolo viaggio nell'anima tedesca di
Vanna Vannuccini, Curator dell'amico
Francesco Bonami, e, non poteva mancare, gli ennesimi libri su
Federico Fellini Gli anni della Dolce vita e Lo sciamano di famiglia di
Vincenzo Magrelli.
E qui mi fermo!