Nel rileggere le varie (non moltissime) notizie che dal 2010 vi ho inserito mi rendo conto che, a parte gli sfottò politici di vario genere, le cose più importanti per me sono i ricordi e le riflessioni sulla mia vita. Sono entrato in quella fase in cui ci si prende il gusto di osservarla a ritroso da fuori.
La quasi certezza di essere in questa fase me la suggerisce un bell'articolo di Raffaele La Capria "Contro il risentimento" (Corriere di domenica 22 giugno scorso) in cui alla fine scrive:
La vera vita non è quella che viviamo, ma è quella che scriviamo dopo aver vissuto. Quando viviamo siamo troppo distratti dalle mille faccende quotidiane per accorgerci della vita. E infatti qualcuno ha detto che la vita è ciò che accade quando ci occupiamo d’altro. La vera vita dunque non è quella vissuta ma è quella contemplata, e per contemplarla ci vuole distanza. Oppure sono gli occhi di un altro quelli che vedono la nostra vita, (...)Ecco, ho iniziato a scrivere "dopo aver vissuto" e non la vedo come una fine o una cosa pessimistica ma semplicemente come una fase nuova.


