giovedì 26 giugno 2014

Questo Blog: forse ho capito cos'è.

Nel mio primo post espressi il dubbio di cosa fosse questo blog; forse ora l'ho capito.
Nel rileggere le varie (non moltissime) notizie che dal 2010 vi ho inserito mi rendo conto che, a parte gli sfottò politici di vario genere, le cose più importanti per me sono i ricordi e le riflessioni sulla mia vita. Sono entrato in quella fase in cui ci si prende il gusto di osservarla a ritroso da fuori.

La quasi certezza di essere in questa fase me la suggerisce un bell'articolo di Raffaele La Capria "Contro il risentimento" (Corriere di domenica 22 giugno scorso) in cui alla fine scrive:
La vera vita non è quella che viviamo, ma è quella che scriviamo dopo aver vissuto. Quando viviamo siamo troppo distratti dalle mille faccende quotidiane per accorgerci della vita. E infatti qualcuno ha detto che la vita è ciò che accade quando ci occupiamo d’altro. La vera vita dunque non è quella vissuta ma è quella contemplata, e per contemplarla ci vuole distanza. Oppure sono gli occhi di un altro quelli che vedono la nostra vita, (...)
Ecco, ho iniziato a scrivere "dopo aver vissuto" e non la vedo come una fine o una cosa pessimistica ma semplicemente come una fase nuova.

sabato 14 giugno 2014

"Il segreto" di Anonimo triestino (Giorgio Voghera)

Libro trovato per caso su un banchetto davanti al Politecnico di Milano e preso al costo di € 2 (due) solo perchè in bella edizione rilegata Einaudi 1961 (con sovracoperta).

E' rimasto li per un paio di anni e finalmente l'ho letto.

Romanzo postumo, complesso, senza fatti veri e propri ma monologo testimonianza di una crescita e di un fallimento personale e sentimentale.
Esprime molto bene un senso di disagio che le giovani generazioni di un tempo (1908 - 1927) dovevano provare rispetto all'altro sesso; le incertezze, i sogni, i piccoli equivoci, il non-detto più che il detto, le delusioni e le illusioni, la difficoltà di comunicare, il peso dei  ruoli sociali.
Trieste è la scena della vicenda; gli anni scolastici la scansione temporale. Tutto il resto è riflessione ed immaginazione, speranza e disillusione.

Tutto molto simile agli anni della mia giovinezza. Era più bello? Era più emozionante di oggi? forse si anche perchè era tutto scandito da tempi diversi.
Tutto si è accelerato con il progresso della comunicazione (telefono etc) ma forse, anche oggi, al di la di mail ed SMS o WhatsUp restano identici tremiti ed incertezze  adolescenziali.
Forse esprimo una speranza.

Sull'autore Giorgio Voghera potete vedere qui.
Sul libro anche qui

Il nostro futuro oscuro : Black Mirror

the dark side of life and technology


Non mi è mai capitato di parlare di una serie TV ma Black Mirror lo merita davvero.

Due stagioni per totali 6 episodi, di matrice britannica e inquietante (pur ironica) quel tanto che basta per farci capire dove potremmo arrivare.
Ogni episodio è a se stante con ambientazioni ed attori diversi: si va dall'ambientazione realistica e attuale del primo alla piu pura fantascienza del secondo episodio. Il filo conduttore è la perversione potenziale delle tecnologie, la loro capacità di manipolare la nostra vita e di controllarla.
L'azione possibile sulle menti umane governandone la ricezione o conservazione dei ricordi (Ricordi pericolosi - 3. episodio prima serie) o il rapporto perverso tra individuo e società dello spettacolo (15 milioni di celebrità - 2 ep. prima serie) quando non destinato a nuove forme di persecuzione punitiva (Orso Bianco - 2 ep. seconda serie).
Da vedere per riflettere ed inquietarsi un po'.
[ in streaming doppiato su http://www.italia-film.org]