domenica 17 ottobre 2010

Italia surreale (14) : personaggi : la Ravetto



Quando la vedo in televisione resto affascinato e inorridito al tempo stesso. Sentendola parlare mi fa venire voglia di schiaffeggiare il televisore; in realtà non lo farei mai se l'avessi di fronte perchè resterei ipnotizzato come davanti ad un alieno.

Ecco appunto, Laura Ravetto è un'aliena, anzi il clone di un'aliena. Non brutta ma di una bellezza convenzionale, mascella quadratina e poi.... zero senso dell'ironia!
Non sorride mai, sempre sulla difensiva, dotata di una aggressività sproporzionata.

Anche lei dà l'impressione di essere fuori posto, a parlare di cose che non sa o fa finta di sapere, sciorinando tutta la sua grottesca fede nel Capo.
Sono anche andato a leggermi il suo curriculum sul suo sito personale; beh molte delle persone che inviano a me i loro curricola, la sommergerebbero senza problemi.

Insomma in una parola: patetica!

Italia surreale (13): personaggi: Cota

L'avvento di Lega nord e berlusconismo ci ha regalato alcuni personaggi che vorrei fissare nel mio ricordo.



Proprio in questi giorni, per esempio, si stanno ricontando i voti che hanno portato alla elezione di Roberto Cota (Lega) alla presidenza del Piemonte. La sua avversaria, tenacemente, si è attaccata alle irregolarità riscontrate e la riconta le sta dando ragione.

Che farà il Cota? secondo me scoppierà a piangere come un bambino a cui hanno scippato un balocco.
Cota mi ha sempre dato la sensazione di essere fuori posto; non gli ho mai sentito parlare con competenza di niente, solo la monotona ripetizione di luoghi comuni e ovvietà. Ha una faccia (l'aria del bravo ragazzo) che probabilmente piace a nonne e mamme ; a me pare solo dotato di scarsa intelligenza e che la sua sia solo un'espressione un po' beota.

Overdose informativa ovvero "disimpariamo a volare"

Un interessante articolo apparso su Apogeo online pone l'accento su un problema a cui molto ho riflettuto e rifletto: l'eccesso di informazioni e le sue conseguenze sulla nostra mente e sulla nostra capacità di discernimento.
Confesso che non di rado anche io sento un senso di frastornamento e persino di disaffezione dalla tecnologia.
L'articolo cita un libro di Frank Schirrmacher: La liberta ritrovata. Come (continuare a) pensare nell’era digitale.

«Con il flusso di informazioni da cui siamo bombardati il cervello ha un continuo rapporto di decadimento parziale. Sento che il terminale biologico nella mia testa dispone solo di funzioni limitate, e nella sua confusione comincia a imparare moltissime cose sbagliate». Insomma, si sente divorato dalle informazioni che, a loro volta, divorano e si nutrono della sua attenzione: «Non stiamo perdendo l’intelligenza ma stiamo disimparando a volare, ad avere una visione d’insieme», scrive l’autore.



La questione non è di quelle che possano essere ignorate, soprattutto rispetto alle giovani generazioni, letteralmente bombardate da una overdose informativa e messe di fatto nella impossibilità di soffermarsi a riflettere e formarsi un proprio punto di vista ed un pensiero critico.

mercoledì 6 ottobre 2010

Italia surreale (12): L’ignoranza degli italiani

Riporto pari pari il contenuto di una mail rimbalzatami da Cristina e di cui non conosco l'origine.

E se fosse l’ignoranza il primo problema della democrazia in Italia?

Sono allarmanti, ma non hanno generato un gran dibattito, i risultati di due indagini internazionali sull’istruzione primaria e la cultura diffusa degli italiani pubblicati a cura della ricercatrice Vittoria Gallina nei saggi: “La competenza alfabetica in Italia. Una ricerca sulla cultura della popolazione” (Franco Angeli 2000); “Letteratismo e abilità per la vita. Indagine nazionale sulla popolazione italiana” (Armando editore 2006).

Cosa dicono queste indagini? “Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra: sono analfabeti totali. Trentotto su cento lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta semplice e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione, ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona indecifrabile. Tra questi, il 12 per cento dei laureati. Soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea“.

Sono parole del linguista Tullio De Mauro.
Sono numeri che spiegano molte cose.

Sia chiaro: la tendenza al declino delle competenze e all’analfabetismo di ritorno riguarda tutte le società occidentali. Ma in Italia il fenomeno ha un impatto maggiore. Tant’è vero che siamo in coda all’Europa per lettura di libri e giornali. Secondo l’Istat più della metà degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno, mentre la tv generalista, pur in declino, rimane il mezzo di comunicazione dominante.

Inutile dire che l’homo videns, come l’ha definito Giovanni Sartori in un suo saggio, è assai più suggestionabile dalla propaganda e dalla demagogia rispetto alla minoranza ancora affezionata alla parola scritta. Tra i pochi intellettuali che denunciano il rischio per la tenuta della democrazia della de-alfabetizzazione di massa c’è proprio De Mauro, “La democrazia vive se c’è un buon livello di cultura diffusa”, mi ha detto nell’intervista che allego, “se questo non c’è, le istituzioni democratiche – pur sempre migliori dei totalitarismi e dei fascismi - sono forme vuote”. Prima ancora del deficit di informazione, dunque, alla radice del “caso Italia” c’è un problema di formazione, anzi meglio: di istruzione primaria. “Quanti di noi hanno la possibilità di ragionare sui dati di fatto – prosegue De Mauro – partecipando alle scelte collettive con la possibilità di documentarsi sul senso di quelle scelte?”

venerdì 1 ottobre 2010

Italia surreale (11) : spigolature


A mantenere saldo il senso dell'umorismo ne accadono di cose simpatiche.

Per esempio lo IOR (Istituto per le Opere Religiose) cioè la banca del Vaticano che assomiglia piuttosto ad una associazione per delinquere (Marcinkus, P2, Calvi, Sindona, ecc.) ha in corso un contenzioso relativo a 23 milioni di Euro con la magistratura italiana (riciclaggio, evasione, boh?).
Beh il suo direttore fa anche il prof. alla cattolica di Milano dove insegna Etica della finanza; insomma la persona giusta al posto giusto.

S.P.Q.R.. Rischiosissimo per Bossi tirare fuori la vecchia battuta liceale sui "romani porci"; gliel'hanno già restituita con gli interessi, cioè corredata della foto del suo figliolo (il trota) e l'acronimo sciolto in Sono Padre di Questo Rimbambito.

Unicredito. Nel giornale radio 3 di questa mattina il cronista ci ha tenuto a farci sapere che il nuovo AD di Unicredito, successore di Profumo, è di fede interista come il suo predecessore...
Ma dovremo scriverlo sul certificato contestuale? e se uno non tifa?
La malattia è seria.