Quasi in consonanza con le deliranti fesserie dell'onorevole (ma di che?) Borghezio appare un interessante articolo su Apogeo Online: "Sono già connessi i nostri nuovi concittadini" di Giampaolo Colletti.
"La recentissima indagine dell’Eurisko sui consumi dei migranti fotografa una popolazione integrata, che risparmia e che è connessa. Anche meglio e più degli italiani. In questa ultima indagine l’istituto di ricerca si è focalizzato su sei principali gruppi etnici: rumeni, nordafricani, ucraini, cinesi, filippini e latinoamericani.
Dalla fotografia emerge come questi «italiani dell’altro mondo» diano un contributo molto rilevante all’economia nostrana, in termini di forza-lavoro e fatturato.
Sono immigrati 10 dipendenti su 100 e ben 3.5 su 100 sono imprenditori.
Pagano alle casse previdenziali 7 miliardi e mezzo di euro di contributi e dichiarano un imponibile di 33 miliardi di euro. Anche le meno recenti ma molto significative elaborazioni Censis su dati Istat raccontano un Paese già di fatto multicolore: per la prima volta l’incidenza degli immigrati in Italia (7%) è superiore alla media europea (6.2%). (...)".
Meditiamo, gente, meditiamo.
Informazioni e controinformazioni, considerazioni varie su come va il mondo e su come vado (o andavo) io.
mercoledì 27 luglio 2011
Piccoli orrori contemporanei
Che il senso estetico in generale stia facendo la stessa strada dell'educazione e della cortesia, cioè sparendo, s'era capito da un pezzo.
Non sono mai fatti eclatanti ma piccole cose che ci danno il senso dell'inarrestabile degrado.
Per esempio: quei finti coni-gelato-cestino-della-spazzatura che oramai tutte le gelaterie esibiscono all'ingresso, alti come un giocatore di basket, dai colori squillanti e volgari? Direi ORRENDI.... ma come si fa? stanno dilagando.
Non sono mai fatti eclatanti ma piccole cose che ci danno il senso dell'inarrestabile degrado.
Per esempio: quei finti coni-gelato-cestino-della-spazzatura che oramai tutte le gelaterie esibiscono all'ingresso, alti come un giocatore di basket, dai colori squillanti e volgari? Direi ORRENDI.... ma come si fa? stanno dilagando.
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Italia surreale (27) : Bossi nel pallone
Forse ci siamo! La stella (si fa per dire) di Bossi è in calo, tutto l'apparato scenografico leghista (tanto per intendersi le buffonate) sta mostrando la corda e l'appeal del Capo scema in proporzione.
Ne da conto, in un breve articolo su Repubblica, Filippo Ceccarelli; Il Senatur è ancora il totem ma tra assenze e malanni si spezza l' incantesimo del capo.
Me ne ero accorto anche io guardando Pontida che qualcosa si era incrinato.
Scrive Ceccarelli: "(...) qualcosa deve essersi rotto, lo si è visto drammaticamente sul pratone di Pontida, e allora di colpo le continue pernacchie di Bossi (le sue «classiche pernacchie» scrivono ormai i cronisti), e le abituali corna, e il dito medio, e il gesto dell' ombrello, e il pollice verso, più che un sublime ritrovato di sintesi strategica ed espressività tattica finiscono per assomigliare all' espediente comunicativo di un uomo che fatica a parlare, e a momenti forse anche a pensare, a ragionare con la lucidità di un tempo."
Sulla "lucidità di un tempo" esprimo qualche dubbio.
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lunedì 11 luglio 2011
Italia surreale (26) : magic Italy
Dal Forum PA apprendo quanto segue il 28 giugno.
"L’inglese non è di casa al Ministero del Turismo, ieri come oggi
(...) La prima pietra, già di per sé rivelatasi quasi tombale, è quella che Francesco Rutelli pensò bene di mettere in rete con il virtuale ausilio del sito ufficiale di quel ministero, www.italia.it. Credo che nessuno possa scordarsi la sua incredibile performance – era l’inizio di marzo del 2007 – quando in meno di un minuto l’ex ministro del Governo Prodi riuscì a far sbellicare dalle risate tutti coloro che ebbero occasione di assistere, all’inizio attoniti e un po’ imbarazzati, ma con il passare dei secondi molto più “sciolti”, al suo “invito” a visitare il nostro Paese. (...) Il filmato è subito diventato un cult, e chi se lo fosse perso è senz’altro invitato alla visione (...)
Di tempo da allora ne è passato, ma chi di Rutelli ha raccolto il testimone (...) ha pensato evidentemente bene di perseguirne il poco prestigioso tracciato.
Dev’essere per questo che il ministro Michela Vittoria Brambilla, assurta ai vertici dello stesso scranno poco più di un anno fa, è inciampata anche lei, in verità poco fantasiosamente, ancora proprio sullo stesso ostacolo: l’inglese. Per farlo al meglio non si è accontentata di un semplice filmatino, no: ha impegnato uno staff mandandolo in viaggio un po’ ovunque in città importanti del continente. L’operazione - tutt’ora in pieno corso - consiste in una serie di automezzi che, arrivati sul posto, vengono “dispiegati” per fornire informazioni grazie a stand e all’omaggio – distribuiti da gentili hostess nostrane - di una serie di gadget che invitano a visitare il nostro Paese.
Il problema è che lo slogan che compare su depliant e t-shirt (stiamo anche noi abusando dell’inglese, ma speriamo di farlo nella maniera più corretta) è sbagliato.
Per l’esattezza, recita così: “Magic Italy in tour”, quando invece la dizione esatta finale dovrebbe essere “on tour”.
A poco è valsa la spiegazione – in verità per niente “magic” - data dalle fonti ufficiali dei ministero, che hanno parlato di“gioco di parole, un mix tra le due lingue”: quel tipo di giochi – quando si colgono in maniera chiara, di primo acchito - servono a far sorridere, mentre lo strafalcione fa ridere in maniera franca o, all’opposto, piangere e basta, e nel caso in questione non si capisce davvero dove si possa mai celare il divertente calambour (questo è francese, ma corretto lo stesso)."
No comment!
"L’inglese non è di casa al Ministero del Turismo, ieri come oggi
(...) La prima pietra, già di per sé rivelatasi quasi tombale, è quella che Francesco Rutelli pensò bene di mettere in rete con il virtuale ausilio del sito ufficiale di quel ministero, www.italia.it. Credo che nessuno possa scordarsi la sua incredibile performance – era l’inizio di marzo del 2007 – quando in meno di un minuto l’ex ministro del Governo Prodi riuscì a far sbellicare dalle risate tutti coloro che ebbero occasione di assistere, all’inizio attoniti e un po’ imbarazzati, ma con il passare dei secondi molto più “sciolti”, al suo “invito” a visitare il nostro Paese. (...) Il filmato è subito diventato un cult, e chi se lo fosse perso è senz’altro invitato alla visione (...)
Di tempo da allora ne è passato, ma chi di Rutelli ha raccolto il testimone (...) ha pensato evidentemente bene di perseguirne il poco prestigioso tracciato.
Dev’essere per questo che il ministro Michela Vittoria Brambilla, assurta ai vertici dello stesso scranno poco più di un anno fa, è inciampata anche lei, in verità poco fantasiosamente, ancora proprio sullo stesso ostacolo: l’inglese. Per farlo al meglio non si è accontentata di un semplice filmatino, no: ha impegnato uno staff mandandolo in viaggio un po’ ovunque in città importanti del continente. L’operazione - tutt’ora in pieno corso - consiste in una serie di automezzi che, arrivati sul posto, vengono “dispiegati” per fornire informazioni grazie a stand e all’omaggio – distribuiti da gentili hostess nostrane - di una serie di gadget che invitano a visitare il nostro Paese.
Il problema è che lo slogan che compare su depliant e t-shirt (stiamo anche noi abusando dell’inglese, ma speriamo di farlo nella maniera più corretta) è sbagliato.
Per l’esattezza, recita così: “Magic Italy in tour”, quando invece la dizione esatta finale dovrebbe essere “on tour”.
A poco è valsa la spiegazione – in verità per niente “magic” - data dalle fonti ufficiali dei ministero, che hanno parlato di“gioco di parole, un mix tra le due lingue”: quel tipo di giochi – quando si colgono in maniera chiara, di primo acchito - servono a far sorridere, mentre lo strafalcione fa ridere in maniera franca o, all’opposto, piangere e basta, e nel caso in questione non si capisce davvero dove si possa mai celare il divertente calambour (questo è francese, ma corretto lo stesso)."
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lunedì 4 luglio 2011
Italia surreale (25) : La Lega a Pontida
L'11 Giugno ho deciso di farmi del male ed ho seguito in diretta la manifestazione della Lega a Pontida.
Posso dire che mi ha invaso un senso di disagio per i due armigeri mascherati, l'enfasi fasulla dello speaker che annunciava i nuovi sindaci eletti e poi il discorso del Grande Capo Bossi, che, detto per inciso, andrebbe sottotitolato per capirci qualcosa.
Ministeri nel Nord, tasse, quote latte, federalismo, metafore sessuali, scadenze imposte al governo, insomma un mix di fesserie da cui emergeva soprattutto l'imbarazzo di essere ancora li a fare la stampella di Berlusconi.
La Lega non conta nulla se non come stampella e cominciano a rendersene conto anche i leghisti e fanno muro su una alleanza penosa.
Spero solo che le prossime elezioni mettano in definitiva evidenza la sua pochezza, oltre che culturale, anche politica.
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Morire - questo a un gatto non si fa.
Morire - questo a un gatto non si fa.
Perché cosa può fare il gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti.
Strofinarsi tra i mobili.
Qui niente sembra cambiato,
eppure tutto è mutato.
Niente sembra spostato,
eppure tutto è fuori posto.
E la sera la lampada non brilla più.
Si sentono passi sulle scale,
ma non sono quelli.
Anche la mano che mette il pesce nel piattino
non è quella di prima.
Qualcosa qui non comincia
alla sua solita ora.
Qualcosa qui non accade
come dovrebbe.
Qui c'era qualcuno, c'era,
e poi d'un tratto è scomparso,
e si ostina a non esserci.
In ogni armadio si è guardato.
Sui ripiani è corso.
Sotto il tappeto si è controllato.
Si è perfino infranto il divieto
di sparpagliare le carte.
Cos'altro si può fare.
Aspettare e dormire.
Che provi solo a tornare,
che si faccia vedere.
Imparerà allora
che con un gatto così non si fa.
Gli si andrà incontro
come se proprio non se ne avesse voglia,
pian pianino,
su zampe molto offese.
E all'inizio niente salti né squittii.
Perché cosa può fare il gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti.
Strofinarsi tra i mobili.
Qui niente sembra cambiato,
eppure tutto è mutato.
Niente sembra spostato,
eppure tutto è fuori posto.
E la sera la lampada non brilla più.
Si sentono passi sulle scale,
ma non sono quelli.
Anche la mano che mette il pesce nel piattino
non è quella di prima.
Qualcosa qui non comincia
alla sua solita ora.
Qualcosa qui non accade
come dovrebbe.
Qui c'era qualcuno, c'era,
e poi d'un tratto è scomparso,
e si ostina a non esserci.
In ogni armadio si è guardato.
Sui ripiani è corso.
Sotto il tappeto si è controllato.
Si è perfino infranto il divieto
di sparpagliare le carte.
Cos'altro si può fare.
Aspettare e dormire.
Che provi solo a tornare,
che si faccia vedere.
Imparerà allora
che con un gatto così non si fa.
Gli si andrà incontro
come se proprio non se ne avesse voglia,
pian pianino,
su zampe molto offese.
E all'inizio niente salti né squittii.
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