lunedì 16 marzo 2020

Letture 2015-2019 (2016)

2016

Ed eccoci al 2016 con "soli" 28 libri letti (pochini).

Sarà un resoconto più breve del solito ma con qualcosina da ricordare comunque.

Ancora libriccini di racconti del Sole 24, direi quasi tutti da dimenticare tranne uno: Uragani di Roberto Gualino, industriale e scrittore che in questo breve romanzo descrive la crisi del '29 con il tracollo dell'economia che generò. Su Gualino si è ridestato interesse di recente con una importante biografia.

Ma vediamo le letture:
- ancora libri di e su Federico Fellini: Imago:appunti di un visionario, Segni di cinema: 50 disegni 1954-1993, Fellini 8 e mezzo di Paolo Grassini




- ancora libri di Michele Mari:Roderick Duddle (romanzo dickensiano) e Tu,sanguinosa infanzia, raccolta di racconti autobiografici pieni di ironia e riflessioni molto serie.



- ben due libri sul grandissimo Robert Wyatt, uno dei miei musicisti preferiti: Different every time (biografico) di Marcus O'Dair e La filosofia di RW di Leonardo Vittorio Arena




-  da citare Works di Vitaliano Trevisan a mio parere uno scrittore tra i più interessanti attualmente, ma non solo, anche attore (protagonista di Primo amore, film di Matteo Garrone),





Ma il libro dell'anno è senza alcun dubbio Stoner di John Williams, storia di un uomo che soccombe nella propria irrimediabile mediocrità, una scrittura piana e dirompente allo stesso tempo.

 


"Spietatamente, vide la sua vita come doveva apparire agli occhi di un altro. Ponderatamente, con calma, realizzò che doveva sembrare un vero fallimento.
Aveva voluto l'amicizia, e quell'intimità legata all'amicizia che potesse renderlo degno del genere umano. Aveva avuto due amici, e uno dei due era morto insensatamente prima che potesse conoscerlo, mentre l'altro si era ormai ritratto a tal punto tra i vivi, che ...
Aveva voluto l'unicità e la quieta indissolubilità del matrimonio. Aveva avuto anche quella e non aveva saputo che farsene, tanto che si era spenta.
Aveva voluto l'amore e ci aveva rinunciato, abbandonandolo al caos delle possibilità. Katherine, pensò. «Katherine».
Aveva voluto essere un insegnante e lo era diventato. Eppure sapeva, lo aveva sempre saputo, che per buona parte della sua vita era stato un insegnante mediocre.
Aveva sognato di mantenere una specie d'integrità, una sorta di purezza incontaminata; aveva trovato il compromesso e la forza dirompente della superficialità.
Aveva concepito la saggezza e al termine di quei lunghi anni aveva trovato l'ignoranza.
E che altro?, pensò. Che altro? Cosa ti aspettavi?, si domandò."



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