venerdì 6 aprile 2012

Sul tempo (Michele Serra)

OSSESSIONE CONTEMPORANEA, COSÌ SCORRE LA NOSTRA VITA
Michele Serra su Repubblica
http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/esteri/parole-mondo/ossessione-contemporanea/ossessione-contemporanea.html?ref=search

Il tempo, in questo senso, non è più un ritmo naturale, una specie di respiro cosmico che si accompagna al nostro. È la scatola stretta entro la quale tentiamo di stipare, a fatica, quella miriade indefinita di occasioni, di appuntamenti, di spostamenti ai quali affidiamo la rappresentanza di noi stessi. (...)
Tanto che, prima o poi, presto o tardi, qualcuno comincerà a domandarsi a che cosa serve scaricare duecento ore di musica, o trecento ore di film, quando abbiamo il tempo di ascoltarne e vederne appena la decima parte. E dunque o riescono a venderci, con la merce, anche il tempo necessario a godercela (per esempio un kit comprendente tutto il cinema di Tarkowskij più un sabato pomeriggio di cinquanta ore), oppure dobbiamo pensare che nel tempo sia contenuto anche il segreto della misura e del limite. Difatti - a causa di internet - sarà accaduto anche a voi, per esempio, di considerare improvvisamente assurdo il tempo che impiega un ascensore per andare al terzo piano. Perché siamo abituati, schiacciando un bottone, a ottenere immediato ingresso o esito da interi universi virtuali. (...)
È in momenti come quelli che bisogna cominciare a considerarsi malati: quando il breve spazio fisico e mentale che separa un ammezzato da un ultimo piano ci vede tamburellare le dita e sbuffare pensando di stare perdendo del tempo prezioso, di subire un torto. E invece il tempo, fossimo più sani, dovremmo usarlo senza neanche percepirlo, come fanno i bambini quando giocano. 

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