Ricordo poco: un lungo stretto corridoio che univa tutte le stanze e all'interno un giardino dove giocavo con Antonio (?) un ragazzino un po più grande di me; la torre dove conservavamo il carbone "coke" e spesso accompagnavo il babbo a prenderne un secchio per la stufa e faceva freddo, la torre non avendo finestre; una terrazza quadrata a fianco della cucina, dove ricordo una formidabile litigata tra i miei genitori ed io che mi rifugiavo piangente da mia mamma.
Poi la nonna che se ne va di casa (ma per altri motivi) dopo avere avuto una discussione con mio padre... e così via.
Sotto di noi abitava la famiglia del mio amico e mi pare che la madre fosse una sarta.
Nelle vicinanze avvenne un terribile delitto. All'ultimo piano di un palazzo un padre uccise tutta la famiglia e poi si tolse la vita. Le finestre di quell'appartamento rimasero da allora chiuse e ogni tanto alzavo lo sguardo per guardarle.
Avevamo anche una gattina, di nome Lillina (bianca e nera) che scappò e una sera il babbo tornò dicendo che l'aveva ritrovata morta, forse investita da un mezzo. Pensare che allora non c'era quasi traffico. Io avevo tra i 3 ed i 7 anni. Pochi i ricordi e ben confusi.
La casa non esiste più, fu abbattuta per fare posto ad un palazzo anonimo che non saprei neppure ritrovare.
Poi andammo a vivere in un appartamento in Via Cuoco, alle Cure. E' quello il quartiere della mia vita, dove sono cresciuto. Ma di questo scrivo un'altra volta.
Informazioni e controinformazioni, considerazioni varie su come va il mondo e su come vado (o andavo) io.
venerdì 14 maggio 2010
Vecchia casa di Via Bartolomeo Scala
Era una casa con la torre quella di via Bartolomeo Scala, poco lontana dal viale Giannotti dove ero nato. La strada magicamente deserta di auto.
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