Libro trovato per caso su un banchetto davanti al Politecnico di Milano e preso al costo di € 2 (due) solo perchè in bella edizione rilegata Einaudi 1961 (con sovracoperta).E' rimasto li per un paio di anni e finalmente l'ho letto.
Romanzo postumo, complesso, senza fatti veri e propri ma monologo testimonianza di una crescita e di un fallimento personale e sentimentale.
Esprime molto bene un senso di disagio che le giovani generazioni di un tempo (1908 - 1927) dovevano provare rispetto all'altro sesso; le incertezze, i sogni, i piccoli equivoci, il non-detto più che il detto, le delusioni e le illusioni, la difficoltà di comunicare, il peso dei ruoli sociali.
Trieste è la scena della vicenda; gli anni scolastici la scansione temporale. Tutto il resto è riflessione ed immaginazione, speranza e disillusione.
Tutto molto simile agli anni della mia giovinezza. Era più bello? Era più emozionante di oggi? forse si anche perchè era tutto scandito da tempi diversi.
Tutto si è accelerato con il progresso della comunicazione (telefono etc) ma forse, anche oggi, al di la di mail ed SMS o WhatsUp restano identici tremiti ed incertezze adolescenziali.
Forse esprimo una speranza.
Sull'autore Giorgio Voghera potete vedere qui.
Sul libro anche qui
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