Leggo Aristodem, splendido e caustico libro di Daniela Ranieri e mi ritrovo in mezzo a gente inutilmente intellettuale, supponente, vacua però piena di soldi e di pretese dal linguaggio pretenzioso e scurrile, moralmente discutibile se non decisamente delinquente. Ovviamente anche piena di soldi.
Vedo il film di Sorrentino La grande bellezza, sontuoso affresco, grandi attori, splendida fotografia e mi ritrovo daccapo tra la stessa gente schifa; qui ballano ridono bevono scopano parlano lanciandosi palate di bile a vicenda; qualcuno lascia il campo schifato, altri si ammazzano, gli aironi fuggono verso lidi lontani (schifati anche loro immagino), anche qui la percezione della onnipotenza del denaro, la presenza di una ricchezza becera. L'ironia mitiga ma mica tanto e Roma appare bella solo perchè vuota di umani.Scavalco l'anno e capito a vedere American Hustle, commedia americana, ma amara, fatta di inganni, sotterfugi, doppiezze. Una truffa ancora una volta e ancora una volta la corruzione della politica, delle persone, il raggiro; non si capisce chi bluffa, chi è serio, chi dice un po di verità o ti sta ingannando. Il protagonista ancora è il denaro, la facile ricchezza. Un Mamet al cubo!
Nel frattempo a cavallo tra i due anni vedo ben cinque stagioni di Breaking Bad, grandissimo prodotto televisivo, grandi attori, sceneggiatura, fotografia, montaggio. Il senso è terribile.
Professore di chimica, eterno perdente, con cancro diagnosticato terminale a due anni, decide il riscatto suo e il procacciamento di garanzie economiche per sua "family" sfruttando le sue conoscenze in chimica e diventando produttore di metanfetamina della migliore qualità; sbanca il cartello messicano, si insinua nel traffico di droga più pericoloso e accumula una montagna di denaro, ecc., ecc. Critica senza appello alla società capitalistica: macchè welfare, macchè oneste professioni; se ti vuoi salvare fai soldi e schiva il fisco se ci riesci tanto così funziona, solo l'arricchimento conta e puoi anche uccidere per quello scopo.
Tanto per non farmi mancare nulla, inizio l'anno leggendo il romanzo di Walter Siti Resistere non serve a niente, storia di Tommaso che da borgataro, figlio di piccolo killer camorrista, diventa mago della finanza e già da qui capite dove si va a finire. Il terreno del romanzo è l'Italia, l'Europa, il mondo, l'ogni dove senza confini della finanza che stravolge le nostre vite e le governa senza che ce ne rendiamo conto se non quando è oramai troppo tardi.
La democrazia è un simulacro, un'apparenza o forse lo strumento consapevolmente usato per inibire lo scoppio di una ribellione globale e cruenta.
Il titolo è apodittico e lascia privi di speranza.
E' appena uscito Il leone di Wall Street, ultimo film della coppia Scorsese/ Di Caprio; parla di un grande finanziere truffatore (e che altro?), una storia vera (e ti pareva..) e andrò a vedere anche questo, tanto oramai andare al cinema è atto di puro masochismo.
In Italia si dibatte la riforma della legge elettorale.

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