Un bell'articolo sull'ultimo straordinario Tarantino (Il doppio standard estetico. A proposito del film “Django Unchained” di Quentin Tarantino di Alfio Squillaci) mi ha fatto riemergere un ricordo che ho postato nel commento.
Frequentavo all'epoca un cineforum famoso a Firenze (Alfa 62, si chiamava) e il tenore era quello: Dryer, Bergman, il cinema francese, Marienbad ecc.C'era la presentazione, e tra i presentatori anche un giovanissimo Claudio Carabba (mica Pinco pallino!!) con dotte discussioni finali (il mitico dibattito).
Le proiezioni avvenivano alle ore 10 della domenica al cinema Modernissimo (non esiste più) in via Cavour; insomma una piacevole ed impegnativa consuetudine a cui però partecipavano pochi coraggiosi.
L'introito delle tessere mensili non compensava i costi ed i debiti inevitabili venivano ripianati da un lodevole ed indimenticato professore, Dino Pieraccioni, latinista, prof all'università e allievo di Pasquali.
Alla fine dei '60 (fine liceo, per intendersi) entrai insieme ad un manipolo di compagni di scuola nel direttivo del cineforum e decidemmo di svecchiare il repertorio introducendo un paio di western di Sergio Leone ....
Un'apoteosi: tessere esaurite, file fuori dalla sala!
E così continuammo per un po alternando cose "frivole" ai vari Bunuel, Antonioni, ecc. con delle punte di eccellenza: per esempio un "8 e mezzo" presentato da Padre Arpa ed altre finezze.
Ma devo confessare che tutto il cinema faticosamente digerito prima di quella fase più liberatoria è stato importante, come studiare il greco ed il latino e fare i temi sui poeti del Dolce stil novo.

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