lunedì 21 novembre 2011

Il "silenzio" di Ravasi

Gianfranco Ravasi è un cardinale... ed io non amo i cardinali in genere; sono anche un po prevenuto.
Gianfranco Ravasi è un collaboratore fisso del Sole 24 ore... ed io amo questo giornale e soprattutto il suo supplemento Domenicale.


Non avevo mai visto la faccia di Ravasi e dopo aver letto il suo Zitti della scorsa domenica sono andato a cercare le sue immagini...e devo dire che ha un'aria simpatica e arguta.
Zitti è una riflessione del suo Breviario domenicale che trovo azzeccatissima e deliziosa; la riporto tale e quale.

Difficile vivere con gli uomini perché è assai difficile farli stare in silenzio.
Dopo un viaggio in treno di qualche ora è difficile dare torto al pessimismo che vena questa considerazione di Nietzsche. Il vaniloquio filtrato dai cellulari s'intreccia con la chiacchiera dei passeggeri. E che dire, poi, degli schiamazzi nelle strade, i baccani notturni, lo strepito delle discoteche? Qualche volta viene il desiderio che si compia l'annuncio del libro dell'Apocalisse: «Si fece silenzio nel cielo per circa mezz'ora» (8,1).
È come se risuonasse sul pianeta un poderoso «Zitti!», così da reprimere ogni sproloquio e trambusto e stendere un velo bianco di silenzio per almeno mezz'ora. Stupenda è la descrizione biblica dell'incontro del profeta Elia col suo Signore sul Sinai. Tre sole parole ebraiche per la teofania: qol demamah daqqah, Dio era «una voce di silenzio sottile» (1Re 19,12). Anche Amleto diceva: The rest is silence.

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